Sicilian Post - Lau­ra Sa­la­fia, da vit­ti­ma a esem­pio di vita: «Ecco per­ché non bi­so­gna ar­ren­der­si mai»

ANTONIO GAGLIANO

Cosa spin­ge una gio­va­ne don­na co­stret­ta su una se­dia a ro­tel­le, dopo aver vi­sto tut­ti i suoi so­gni an­da­re in fran­tu­mi, ad an­da­re avan­ti?

«Fac­cio que­sto me­stie­re da 20 anni, ma non ho mai in­con­tra­to i miei pa­zien­ti dopo aver­li soc­cor­si. Lau­ra è sta­ta l’u­ni­ca che ho vo­lu­to ri­ve­de­re. Il gior­no del­l’in­ci­den­te non ci pen­sai su, ca­pii su­bi­to che la si­tua­zio­ne era mol­to gra­ve e ho fat­to quel­lo che an­da­va fat­to. La pri­ma vol­ta che la ri­vi­di le chie­si se aiu­tar­la a vi­ve­re fos­se sta­ta la scel­ta mi­glio­re per lei. Lei mi rin­gra­ziò di­cen­do­mi che no­no­stan­te la sua con­di­zio­ne ciò che vo­le­va era pro­prio vi­ve­re. Con quel­le pa­ro­le riu­scì a tra­smet­ter­mi la sua gran­de po­si­ti­vi­tà». A par­la­re è Ales­san­dro Con­ti, il ria­ni­ma­to­re che per pri­mo pre­stò soc­cor­so a Lau­ra Sa­la­fia il gior­no in cui una pal­lot­to­la va­gan­te la col­pì ac­ci­den­tal­men­te al col­lo. Lo ab­bia­mo in­con­tra­to al­l’U­ni­tà Spi­na­le del­l’O­spe­da­le Can­niz­za­ro, dove si è svol­ta la pri­ma pre­sen­ta­zio­ne del vo­lu­me “Una for­za di vita” (Do­me­ni­co San­fi­lip­po edi­to­re), scrit­to dal­la gio­va­ne di Sor­ti­no e at­tual­men­te di­stri­bui­to in edi­co­la in ab­bi­na­men­to al quo­ti­dia­no “La Si­ci­lia”.

UNA STRAOR­DI­NA­RIA PO­SI­TI­VITÀ. «Il gior­no dell’in­ci­den­te era una bel­lis­si­ma gior­na­ta. Ave­vo su­pe­ra­to un esa­me, ero mol­to se­re­na. Ave­vo chia­ma­to mam­ma per dir­le che sa­rei rien­tra­ta l’in­do­ma­ni, così avrem­mo po­tu­to fe­steg­gia­re. Mi tro­va­vo nel giar­di­no dei no­vi­zi del mo­na­ste­ro dei Be­ne­det­ti­ni con al­cu­ni col­le­ghi, c’e­ra­no mol­ti fio­ri e uc­cel­li. Quel­la mat­ti­na Ca­ta­nia era me­ra­vi­glio­sa. Tut­to è cam­bia­to in un at­ti­mo. Di quel gior­no ri­cor­do la bel­lez­za di ogni istan­te che ho vis­su­to.» Pa­ro­le di spe­ran­za, di con­for­to, di vita. Così Lau­ra de­scri­ve que­gli istan­ti. Si è la­scia­ta tut­to alle spal­le, è riu­sci­ta ad an­da­re avan­ti gra­zie alla fede e alla spe­ran­za. «Ognu­no di noi ha un per­cor­so da se­gui­re e cre­do che nul­la ac­ca­da per caso. – scri­ve in uno de­gli ar­ti­co­li pub­bli­ca­ti su La Si­ci­lia – Io per quan­to pos­so, guar­do in fac­cio la sof­fe­ren­za e no­no­stan­te essa sem­bri es­ser­si cu­ci­ta ad­dos­so a me, ogni mat­ti­na quan­do mi sve­glio mi ri­tro­vo una le­ti­zia nel cuo­re»

UN MES­SAG­GIO DI SPE­RAN­ZA. Sen­za dub­bio l’af­fet­to di co­lo­ro che in que­sti anni le sono sta­ti vi­ci­ni è sta­to uno dei pun­ti di for­za che ha per­mes­so di ali­men­ta­re la vo­glia di vi­ve­re di Lau­ra. Tra tut­ti, sen­za dub­bio, l’in­con­tro con papa Fran­ce­sco nel 2016. «Mi ha det­to: non mol­la­re, por­ta con fede la tua cro­ce!» E du­ran­te la pre­sen­ta­zio­ne del suo li­bro, Una for­za di vita, Lau­ra ha vo­lu­to an­co­ra una vol­ta lan­cia­re un mes­sag­gio «fon­da­men­ta­le» a tut­ti co­lo­ro che sof­fro­no: «Vor­rei che ognu­no co­glies­se quel piz­zi­co di bon­tà che ogni gior­no ri­ser­va. – ha det­to – Non sof­fer­mar­si alle av­ver­si­tà. Non bi­so­gna av­vi­lir­si, la vita è bel­la. Non ab­bat­ter­si mai ed es­se­re fi­du­cio­si nel do­ma­ni. Bi­so­gna es­se­re so­li­da­li con chi ci sta ac­can­to. Tut­to è più fa­ci­le, se af­fron­ta­to con gli ami­ci».


LA PRE­SEN­TA­ZIO­NE AL CAN­NIZ­ZA­RO

In oc­ca­sio­ne del­la pre­sen­ta­zio­ne al Can­niz­za­ro, Lau­ra ha po­tu­to in­con­tra­re nuo­va­men­te gli ami­ci. Il dott. An­ge­lo Pel­li­ca­nò, di­ret­to­re ge­ne­ra­le del Can­niz­za­ro, tut­ti i me­di­ci che l’a­ve­va­no as­si­sti­ta, ma an­che il con­di­ret­to­re del quo­ti­dia­no La Si­ci­lia, Do­me­ni­co Cian­cio e il pre­si­den­te del co­mi­ta­to scien­ti­fi­co del­la fon­da­zio­ne Do­me­ni­co San­fi­lip­po Edi­to­re, Giu­sep­pe Di Fa­zio. Du­ran­te la pre­sen­ta­zio­ne, mo­de­ra­ta da Ora­zio Vec­chio, la dott.ssa Ma­ria One­sta, ha vo­lu­to sot­to­li­nea­re come Lau­ra ab­bia sem­pre una pa­ro­la di con­for­to e spe­ran­za. «Lei è riu­sci­ta a ren­de­re po­si­ti­ve tut­te le cose ne­ga­ti­ve e ad an­da­re ol­tre. Ci fa ve­de­re le cose in modo di­ver­so».

 

© Sicilianpost.it 10 Gennaio 2018

 

Speciale Workshop

Il giornalismo che verrà - La Sicilia

«Quattro giorni intensi e inattesi». Così, Paola, dottoranda alla Normale di Pisa, descrive il Workshop nazionale di giornalismo tenutosi a Catania dal 27 al 30 settembre. Il laboratorio ha visto 30 giovani, provenienti da sette atenei italiani, dialogare e lavorare proficuamente con direttori di giornali e inviati di testate nazionali, con fotoreporter e con giornalisti impegnati nel “desk”.

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