Dibattito sul tema: "Il nostro '68"

Il nostro '68 locandina

Catania 1968: la città brulica di gruppi e riviste studentesche. Tra queste una si guadagna una larga fetta di pubblico, “Sicilia Studenti”, giornale promosso da Gioventù Studentesca. Nel 1969 alcuni giovani del gruppo conducono un’inchiesta sulle condizioni del quartiere di San Cristoforo e i risultati sono spaventosi: il 19 % della popolazione è analfabeta, mentre il 28% arriva al massimo alla quinta elementare, il 76% delle famiglie vive in una o due stanze, un vero e proprio terzo mondo dietro l’angolo. L’inchiesta fu pubblicata su Sicilia Studenti, allora diretta da Antonio Di Grado, studente della Facoltà di Lettere ed oggi professore ordinario di Letteratura Italiana presso l’Università di Catania. Dalla dettagliata analisi e dal racconto del volontariato degli studenti di GS nacque un libro, edito da Jaca Book nel 1970, dal titolo “La missione dietro l’angolo: un gruppo nel quartiere” di cui è coautore don Antonio Giacona, missionario in Cile dal 1987 al 2017 e docente all’Università cattolica di Santiago.

Antonio Di Grado e don Antonio Giacona saranno protagonisti del dibattito sul tema “Il nostro ‘68” che si terrà mercoledì 16 maggio 2018, dalle 8 alle 10 presso il Coro di Notte del Monastero dei Benedettini. Modererà l’incontro Giuseppe Di Fazio, docente di Storia e tecnica del giornalismo all’Università di Catania e presidente del comitato scientifico della Fondazione Domenico Sanfilippo Editore.

Speciale Workshop

Così i giornali ritornano utili - La Sicilia

A giudicare dal numero (quasi un centinaio) di domande di partecipazione al Workshop nazionale di giornalismo che si terrà a Catania a fine mese si direbbe che i giovani siano ancora affascinati dal mondo dell’informazione.
    Siamo noi giornalisti, forse, ad avere perso il gusto per la nostra professione, incapaci di stare al passo con la realtà, che sembra correre più veloce delle nostre analisi, e dubbiosi sull’utilità del nostro lavoro.
    La crisi del giornalismo, prima che nel calo della diffusione delle copie o dei ricavi pubblicitari, va ricercata in una pigrizia che impedisce agli operatori della comunicazione di raccontare i fatti per esperienza diretta, di tuffarsi nel pozzo della realtà per scandagliare ciò che c’è al fondo...