Il nostro '68

Sicilian Post - Dal­le bar­ri­ca­te del ’68 al­l’e­ra dei so­cial: si può an­co­ra de­si­de­ra­re l’im­pos­si­bi­le?

JOSHUA NICOLOSI

Pro­fes­so­re di let­te­ra­tu­ra ita­lia­na al­l’U­ni­ver­si­tà di Ca­ta­nia e per anni pre­si­den­te del­la Fon­da­zio­ne Scia­scia, An­to­nio Di Gra­do, che que­gli anni li ha vis­su­ti in­ten­sa­men­te, nel cor­so del di­bat­ti­to Il no­stro ’68 ha of­fer­to uno spun­to per ri­flet­te­re sul si­gni­fi­ca­to del de­si­de­rio di ieri e su quel­lo di oggi

Sicilian Post - Dal rock sim­bo­lo del ’68 al pop del­la ge­ne­ra­zio­ne Spo­ti­fy: co­s’è ri­ma­sto del­la can­zo­ne so­cia­le?

GIORGIO ROMEO

Per i ven­ten­ni di cin­quan­t’an­ni fa, can­zo­ni come “Re­vo­lu­tion” dei Bea­tles non era­no so­la­men­te la co­lon­na so­no­ra di un’e­po­ca, ma l’e­spres­sio­ne di un de­si­de­rio di cam­bia­men­to. Qual è, mez­zo se­co­lo dopo, il ruo­lo del­la mu­si­ca nel­la vita dei gio­va­ni?

Dibattito sul tema: "Il nostro '68"

Il nostro '68 locandina

Catania 1968: la città brulica di gruppi e riviste studentesche. Tra queste una si guadagna una larga fetta di pubblico, “Sicilia Studenti”, giornale promosso da Gioventù Studentesca. Nel 1969 alcuni giovani del gruppo conducono un’inchiesta sulle condizioni del quartiere di San Cristoforo e i risultati sono spaventosi: il 19 % della popolazione è analfabeta, mentre il 28% arriva al massimo alla quinta elementare, il 76% delle famiglie vive in una o due stanze, un vero e proprio terzo mondo dietro l’angolo.

Speciale Workshop

Così i giornali ritornano utili - La Sicilia

A giudicare dal numero (quasi un centinaio) di domande di partecipazione al Workshop nazionale di giornalismo che si terrà a Catania a fine mese si direbbe che i giovani siano ancora affascinati dal mondo dell’informazione.
    Siamo noi giornalisti, forse, ad avere perso il gusto per la nostra professione, incapaci di stare al passo con la realtà, che sembra correre più veloce delle nostre analisi, e dubbiosi sull’utilità del nostro lavoro.
    La crisi del giornalismo, prima che nel calo della diffusione delle copie o dei ricavi pubblicitari, va ricercata in una pigrizia che impedisce agli operatori della comunicazione di raccontare i fatti per esperienza diretta, di tuffarsi nel pozzo della realtà per scandagliare ciò che c’è al fondo...