Il nostro '68

Gli anni della contestazione nella mostra "L'isola che non s'arrende (1968-1969)

Alcuni numeri dell’inserto “Vent’anni. Il foglio dei giovani” arricchiranno la mostra “L’isola che non s’arrende (1968-1969), che sarà visitabile alla Galleria Credito Siciliano ad Acireale dal 22 febbraio al 30 marzo. La mostra, a cura della Fondazione Dse e della Fondazione Creval, ripercorre gli anni della contestazione con tre focus: il terremoto nel Belìce; l’occupazione dell’Università a Catania e i fatti di Avola; il ruolo di Gioventù Studentesca tra impegno caritativo e stampa.

Sicilian Post - Dal­le bar­ri­ca­te del ’68 al­l’e­ra dei so­cial: si può an­co­ra de­si­de­ra­re l’im­pos­si­bi­le?

JOSHUA NICOLOSI

Pro­fes­so­re di let­te­ra­tu­ra ita­lia­na al­l’U­ni­ver­si­tà di Ca­ta­nia e per anni pre­si­den­te del­la Fon­da­zio­ne Scia­scia, An­to­nio Di Gra­do, che que­gli anni li ha vis­su­ti in­ten­sa­men­te, nel cor­so del di­bat­ti­to Il no­stro ’68 ha of­fer­to uno spun­to per ri­flet­te­re sul si­gni­fi­ca­to del de­si­de­rio di ieri e su quel­lo di oggi

Sicilian Post - Dal rock sim­bo­lo del ’68 al pop del­la ge­ne­ra­zio­ne Spo­ti­fy: co­s’è ri­ma­sto del­la can­zo­ne so­cia­le?

GIORGIO ROMEO

Per i ven­ten­ni di cin­quan­t’an­ni fa, can­zo­ni come “Re­vo­lu­tion” dei Bea­tles non era­no so­la­men­te la co­lon­na so­no­ra di un’e­po­ca, ma l’e­spres­sio­ne di un de­si­de­rio di cam­bia­men­to. Qual è, mez­zo se­co­lo dopo, il ruo­lo del­la mu­si­ca nel­la vita dei gio­va­ni?

Dibattito sul tema: "Il nostro '68"

Il nostro '68 locandina

Catania 1968: la città brulica di gruppi e riviste studentesche. Tra queste una si guadagna una larga fetta di pubblico, “Sicilia Studenti”, giornale promosso da Gioventù Studentesca. Nel 1969 alcuni giovani del gruppo conducono un’inchiesta sulle condizioni del quartiere di San Cristoforo e i risultati sono spaventosi: il 19 % della popolazione è analfabeta, mentre il 28% arriva al massimo alla quinta elementare, il 76% delle famiglie vive in una o due stanze, un vero e proprio terzo mondo dietro l’angolo.