una forza di vita

Laura Salafia - Una forza di vita (Recensione - Potenza e carità di Dio n. 2-2018)

Il volume è un diario di Laura Salafia, colpita nel 2010 da una pallottola vagante alla fine di un esame universitario e ridotta da quel momento a vivere da tetraplegica. Dalle pagine del libro traspare una testimonianza di speranza e di coraggio che contagia chi legge. Nella post-fazione del libro così scrive Suor Maria Cecilia, monaca benedettina di Catania: «Laura è una fatina minuta, molto graziosa. È una fata di cristallo. Va toccata con accuratezza. È delicata ma non fragile, sembra spezzarsi ma è lei la più forte. Laura è determinata e coraggiosa. È una fata di ferro.

Recensione "Una forza di vita" - Frammenti di Pace

Domenico De Angelis
 
Laura Salafia è testimone vivente che la speranza e l’amore hanno la meglio sulla violenza. 
 
Forse qualcuno ricorda quanto successo nel 2010 a Catania. Il fatto è stato talmente eclatante che la cronaca nazionale lo ha rilevato immediatamente. 
 
Il primo luglio del 2010 un uomo, per vendicare le quotidiane offese subite, decide di farsi giustizia sparando contro il suo offensore. Questo deprecabile atto produsse drammatiche e irreparabili conseguenze. 
 

Giorno della memoria: L'ERSU lancia il libro di Laura Salafia

Martedì 30 gennaio 2018, alle ore 17.00, nell’Aula Magna dell’università di Catania, sita in Piazza Università, 2, nel corso della V edizione del “Giorno della Memoria”, organizzata dall’E.R.S.U. di Catania, verrà presentato il libro di Laura Salafia “Una forza di vita”. Il libro di Laura, ha detto il prof. Alessandro Cappellani, presidente dell’ERSU, è «un esempio di forza e determinazione, che vogliamo sostenere con tutte le nostre energie, estendendo l’invito a tutta la cittadinanza che vorrà ancora una volta stare al fianco di Laura».

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Speciale Workshop

Così i giornali ritornano utili - La Sicilia

A giudicare dal numero (quasi un centinaio) di domande di partecipazione al Workshop nazionale di giornalismo che si terrà a Catania a fine mese si direbbe che i giovani siano ancora affascinati dal mondo dell’informazione.
    Siamo noi giornalisti, forse, ad avere perso il gusto per la nostra professione, incapaci di stare al passo con la realtà, che sembra correre più veloce delle nostre analisi, e dubbiosi sull’utilità del nostro lavoro.
    La crisi del giornalismo, prima che nel calo della diffusione delle copie o dei ricavi pubblicitari, va ricercata in una pigrizia che impedisce agli operatori della comunicazione di raccontare i fatti per esperienza diretta, di tuffarsi nel pozzo della realtà per scandagliare ciò che c’è al fondo...